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Volevo essere una farfalla. Come l’anoressia mi ha insegnato a vivere
La Biblioteca Comunale di Sanarica è lieta di annunciare che presto sarà disponibile il nuovo Servizio di Prenotazione Libri! Questo servizio permetterà agli utenti di riservare i libri direttamente online e ritirarli comodamente in biblioteca.
🎉 Restate sintonizzati! Maggiori dettagli su modalità e data di attivazione del servizio saranno comunicati a breve.
Per ulteriori informazioni, contattateci via email o telefono.
La Biblioteca Comunale di Sanarica vi ringrazia per il vostro interesse e vi invita a scoprire questa nuova opportunità!
| ISBN | 9788804724483 |
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| Argomento | |
| Casa editrice | |
| Anno di pubblicazione | 2019 |
| Pagine | 224 |
Michela Marzano è un’affermata filosofa e scrittrice, un’autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all’università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all’insegna del “dovere”. Un diktat, però, che l’ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. “Lei è anoressica” le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent’anni. “Quando finirà questa maledetta battaglia?” chiede lei anni dopo al suo analista. “Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene” le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. “L’anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. […] Oggi ho quarant’anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè… sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente. In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità.” (L’autrice).
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