Covid 19 Contagi d’amore
La Biblioteca Comunale di Sanarica è lieta di annunciare che presto sarà disponibile il nuovo Servizio di Prenotazione Libri! Questo servizio permetterà agli utenti di riservare i libri direttamente online e ritirarli comodamente in biblioteca.
🎉 Restate sintonizzati! Maggiori dettagli su modalità e data di attivazione del servizio saranno comunicati a breve.
Per ulteriori informazioni, contattateci via email o telefono.
La Biblioteca Comunale di Sanarica vi ringrazia per il vostro interesse e vi invita a scoprire questa nuova opportunità!
| ISBN | 9798884317865 |
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| Anno di pubblicazione | 2020 |
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Un viaggio reale che molti di noi hanno ancora difficoltà a processare e continuano a vivere come immaginario. Con le sue foto Donato Fasano ha cercato di raccontare anche questo stato d’animo, nell’alternanza fra immagini forti e anche un po’ fantasiose, da film di fantascienza, perché questo succede quando si cerca di evadere da una realtà triste, che non si riesce ad accettare. Ci si proietta altrove. Ha voluto combattere il mostro a modo suo: manipolando digitalmente le immagini, ricorrendo a effetti speciali analogici su file digitali. La fotografia può solo in parte raccontare il virus – e altrettanto impegno per curarlo – e se si vuole cercare di calmierarlo non resta che ricorrere all’arte, che tutto sublima. Donato Fasano ha scattato queste fotografie al Policlinico di Bari, nel padiglione “Asclepios”, adibito a terapia intensiva per i malati di Covid-19, incominciando la sua giornata insieme a medici e infermieri e come loro si è sottoposto al rituale della vestizione: la tuta bianca sopra i vestiti, i guanti, i copri-scarpe, il casco autoventilato, la continua e accurata disinfezione delle mani. Il clima vissuto ha condizionato il suo modo di scattare, non ha avuto tempo di ragionarci, le immagini hanno preso un loro cammino, sono diventate significante e significato del suo racconto in movimento. Che s’è fatto punto di vista non solo sulla sofferenza ma anche sulla cura. Si è mosso autonomamente, non ha voluto rubare neanche un secondo alle attenzioni che medici e infermieri rivolgevano agli ammalati, di cui ha osservato i volti attraverso l’obiettivo, facendo proprio il loro sguardo.
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