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L’uomo che voleva essere colpevole
La Biblioteca Comunale di Sanarica è lieta di annunciare che presto sarà disponibile il nuovo Servizio di Prenotazione Libri! Questo servizio permetterà agli utenti di riservare i libri direttamente online e ritirarli comodamente in biblioteca.
🎉 Restate sintonizzati! Maggiori dettagli su modalità e data di attivazione del servizio saranno comunicati a breve.
Per ulteriori informazioni, contattateci via email o telefono.
La Biblioteca Comunale di Sanarica vi ringrazia per il vostro interesse e vi invita a scoprire questa nuova opportunità!
| ISBN | 9788870918687 |
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| Autore | |
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| Argomento | |
| Casa editrice | |
| Anno di pubblicazione | 2017 |
| Pagine | 174 |
Un uomo, dopo una lite violenta, uccide sua moglie. È una sera qualunque, in un appartamento come tanti, a Copenaghen. Ma l’azione si svolge in un prossimo futuro e in una società che molto somiglia all’ideale modello della socialdemocrazia scandinava, deformata quel che basta a renderla più universale. Lo Stato che si prende cura del bene comune «dalla culla alla tomba» si è trasformato in una gabbia di conformismo, regno del consenso e dell’eufemismo, in cui tutto è pianificato e obbligatorio, compresa la felicità. E poiché l’omicidio non è altro che insufficiente adattamento sociale, Torben, l’assassino, viene sottoposto a cure psichiatriche e rimesso in libertà. Ma contro le regole di un sistema che nega la responsabilità individuale, Torben si ostina a voler essere giudicato e punito per quel che ha fatto. L’uomo che voleva essere colpevole è la storia di un processo kafkiano alla rovescia: l’inutile e sempre più assurdo tentativo del protagonista di dimostrare la propria colpa, l’angosciante senso di isolamento, la spirale di dubbi, lo sfaldarsi dell’identità e della realtà stessa diventano emblematici della condizione umana in un mondo che rifiuta la dimensione etica e si illude di delegare alla scienza la soluzione dei problemi morali. Solitari destinati a perdere nella lotta impari contro il proprio tempo, i personaggi di Stangerup, figli di Kierkegaard, preferiscono sempre e comunque prendere il rischio della loro verità e provare a essere «Quel singolo» che il filosofo danese voleva scrivere sulla sua tomba.
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