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Scene dalla vita di un villaggio
La Biblioteca Comunale di Sanarica รจ lieta di annunciare che presto sarร disponibile il nuovo Servizio di Prenotazione Libri! Questo servizio permetterร agli utenti di riservare i libri direttamente online e ritirarli comodamente in biblioteca.
๐ Restate sintonizzati! Maggiori dettagli su modalitร e data di attivazione del servizio saranno comunicati a breve.
Per ulteriori informazioni, contattateci via email o telefono.
La Biblioteca Comunale di Sanarica vi ringrazia per il vostro interesse e vi invita a scoprire questa nuova opportunitร !
| ISBN | 9788807880704 |
|---|---|
| Autore | |
| Genere | |
| Argomento | |
| Casa editrice | |
| Anno di pubblicazione | 2013 |
| Pagine | 184 |
Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d’Israele, Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell’armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l’enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benni Avni, sindaco del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo quattro parole: “Non preoccuparti per me”. Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola – e questo รจ quanto. Non sapremo mai dov’รจ finita la moglie di Benni Avni. Nรฉ sapremo mai l’identitร di quella strana donna, vestita da escursionista, che improvvisamente appare davanti all’agente immobiliare Yossi Sasson. O cosa รจ successo al nipote della dottoressa Ghili Steiner, che doveva arrivare al villaggio con l’ultimo pullman, ma non si รจ mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Arieh Zelnik. Qualcosa di terribile รจ accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non รจ stato assorbito dalle loro menti e non รจ stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, rivissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, in attesa del momento della rivelazione.
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